Città metropolitana di Napoli

2002 Parco archeologico e recupero ambientale dell'Area Flegrea

I Campi Flegrei sono noti fin dall'antichità per le cospicue risorse paesaggistiche, storiche ed archeologiche, che però - negli anni dello sviluppo - non ha avuto una significativa risonanza in termini di attrazione turistica. Le dinamiche insediative hanno alterato, inoltre, i caratteri peculiari di questo territorio, determinando un'incontrollata e caotica crescita urbana, incurante di qualsiasi valore ambientale, producendo forti trasformazioni e alterazioni dei caratteri fisico-insediativi del paesaggio originario e processi di impoverimento, in particolare dei centri storici.

Figura 1 Figura 2

La finalità di questo Studio consiste nell'attivazione di un processo di riqualificazione e recupero ambientale esteso all'intera area flegrea, da perseguire in primo luogo rendendo fruibili e connesse le numerose risorse del territorio interessato, anche grazie all'integrazione e riqualificazione del denso sistema infrastrutturale su gomma e ferro esistente. Nello specifico il bando di concorso considerava imprescindibili i seguenti obiettivi:

  • valorizzazione dell'insieme di beni archeologici
  • promozione di un sistema di conoscenza e diffusione
  • individuazione di sistemi di fruizione e gestione coordinata
  • creazione di un sistema turistico-ricettivo.

Tale impostazione metodologica e progettuale si è concretizzata in un percorso articolato in diverse fasi, la prima delle quali consiste nella costruzione di un 'quadro conoscitivo', concepito non tanto come sistema di vincoli (i beni archeologici vincolati, le vulnerabilità ambientali, il degrado territoriale, la perdita progressiva delle tracce storiche), ma soprattutto quale complesso di opportunità (i beni archeologici noti anche se non vincolati, le azioni di recupero in corso, i potenziali sviluppi delle attività di ricerca e scavo); pertanto il necessario il censimento delle risorse (realizzato mediante l'ausilio di un GIS), risulta strettamente relazionato con il quadro degli obiettivi.

Figura 3 Figura 4

Nella seconda fase è stato realizzato un Masterplan, che individua gli obiettivi e le linee guida del processo di valorizzazione da avviare, distinguendo gli aspetti fisici, l'organizzazione delle risorse pubbliche e private, l'assetto istituzionale e gestionale, anche con riferimento alla costruzione di una griglia di valutazione di tipo prestazionale, coerente con quegli obiettivi e indirizzi a supporto del processo decisionale futuro. Sono stati individuati, inoltre, una serie di scenari progettuali alternativi che costituiscono lo strumento attraverso il quale lo Studio definisce le possibili direzioni progettuali, ma che non devono essere considerati alternative tout court, quanto piuttosto loccasione per confrontare, sulla base di indicatori di sostenibilità, efficacia e misurazione delle prestazioni, l'effettiva potenzialità di ciascuno scenario di intervento nel raggiungimento degli obiettivi assegnati. In definitiva il Piano individua le seguenti strategie:

  • valorizzazione del patrimonio storico-culturale e riqualificazione della funzione turistica
  • valorizzazione del patrimonio naturalistico-ambientale e ricostruzione dei paesaggi
  • razionalizzazione delle forme di mobilità e individuazione di un sistema dell'accessibilità

Le proposte specifiche di intervento (relative alle successive fasi del percorso generale) sono collocate su due scale interagenti, vale a dire una scala d'insieme, che evidenzia i principali 'attrattori archeologici' nel quadro di un generale sistema di accessi, ed una scala di dettaglio, riferita ad alcuni ambiti circoscritti, con la formulazione di progetti strategici da attuare con programmi integrati di intervento.