Stati generali della Cultura

Con il Convegno “La Cultura come Cura: Napoli Metropoli UNESCO e Porta del Mediterraneo di Cultura e Innovazione” Napoli non è stata solo la capitale mondiale dell’ambiente per il vertice dei Ministri di settore del G20, ovvero dei Paesi più industrializzati, ma anche la capitale della cultura.

A margine della manifestazione internazionale si sono svolti, infatti, nell’aula consiliare del Complesso monumentale di Santa Maria la Nova, quelli che possono essere definiti gli Stati Generali della Cultura non solo dell’area metropolitana, ma dell’intero Mezzogiorno d’Italia.

Nel chiostro si sono alternati gli attori principali di un segmento che ha vissuto momenti difficili in quest’ultimo anno e mezzo ma che ora è pronto a rilanciarsi in maniera veemente, grazie anche al lavoro, spesso a fari spenti, svolto da istituzioni come la Città Metropolitana di Napoli, che ha continuato a programmare e a costruire reti, a ‘fare comunità’ per uno sviluppo armonico e condiviso del territorio.

La due giorni ha preso le mosse le mosse proprio dal percorso compiuto in questi anni dalla Città Metropolitana - sotto la guida del Sindaco, Luigi de Magistris, e con l’impulso della Consigliera Delegata, Elena Coccia - che ha indirizzato la sua strategia sulla consapevolezza che l’area metropolitana partenopea non è solo Pompei, ma è un inesauribile scrigno di tesori, molti dei quali non ancora conosciuti e valorizzati ma non per questo di minor pregio. Tesori nascosti che sono stati legati a quelli più noti, a quelli ad esempio già riconosciuti come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, attraverso 50 itinerari metropolitani sviluppati su base tematica, geografica, antropologica.

Sono stati così recuperati, valorizzati e portati alla ribalta, anche nei più prestigiosi saloni internazionali di settore, luoghi come la Fescina di Quarto o il sito archeologico di Liternum, il Parco Sommerso della Gaiola e le Scale di Napoli, il Cammino dei Teatri antichi, il Sentiero degli Dei sui monti Lattari, il parco archeologico-fluviale di Longola a Poggiomarino, il sistema delle residenze borboniche, e tanti, tanti altri.

Un percorso che si è rivelato vincente, e che è culminato con la scelta di Procida come Capitale italiana della Cultura 2022, la cui candidatura fu annunciata e presentata per la prima volta proprio in Città Metropolitana.




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