Città metropolitana di Napoli

Normativa di riferimento

Le principali fonti normative nazionali di riferimento sono le seguenti:

  1. Art. 21 della legge 59/1997 "Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della Pubblica Amministrazione e per la semplificazione amministrativa";
  2. Art. 137-139 del D. Lgs. n. 112/1998 "Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59";
  3. D.P.R. n. 233/1998 "Regolamento recante norme per il dimensionamento ottimale delle istituzioni scolastiche e per la determinazione degli organici funzionali dei singoli istituti, a norma dell'articolo 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59";
  4. Legge Costituzionale n. 3 del 18 ottobre 2001 contenente la riforma del Titolo V della Costituzione;
  5. D.Lgs. 17 ottobre 2005, n. 226 "Norme generali e livelli essenziali delle prestazioni relativi al secondo ciclo educativo di istruzione e formazione a norma dell'art. 2 della Legge n. 53/2003";
  6. D.M. 25 ottobre 2007 (Riorganizzazione dei Centri Territoriali permanenti per l'e ducazione degli adulti e dei corsi serali in attuazione dell'art. 1 comma 632 della Legge 27 dicembre 2006, n. 296);
  7. Legge 2 aprile 2007, n. 40 "Disposizioni urgenti in materia di Istruzione tecnico-professionale e di valorizzazione dell'autonomia scolastica";
  8. Art. 64 della L. 133 /2008 "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria";
  9. D.P.R. 81/2009 "Norme per la riorganizzazione della rete scolastica e il razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane della scuola, ai sensi dell'articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133";
  10. D.P.R. n. 89/2009 "Revisione dell'assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione ai sensi dell'articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133";
  11. D.P.R. 15 marzo 2010 nn. 87, 88, 89, recanti norme per il riordino degli istituti professionali, degli istituti tecnici e dei licei;
  12. Art. 19 della L. n. 111/2011 "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 recante disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria";
  13. Art. 4 c. 69 della L. n. 183 del 2011 "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2012)"
  14. Decreto legge 6 luglio 2012, n.95 "Disposizioni urgenti per la revisione della spesa con invarianza dei servizi ai cittadini";
  15. DPR 29 ottobre 2012 , n. 263 avente per oggetto il "Regolamento recante norme generali per la ridefinizione dell'assetto organizzativo didattico dei Centri d'istruzione per gli adulti, ivi compresi i corsi serali";
  16. DPR 5 marzo 2013 n. 52 avente per oggetto il "Regolamento di organizzazione dei percorsi della sezione ad indirizzo sportivo del sistema dei licei";
  17. D.L. 12 settembre 2013, n. 104 "Misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca".

L' ultima sentenza di rilievo, ai fini della programmazione, è:

Sentenza della Corte Costituzionale n. 147 del 7 giugno 2012 in merito all'illegittimità costituzionale delle disposizioni dell'articolo 19 comma 4 della legge 111/2011 relativo alle regole per il dimensionamento della rete scolastica;

In particolare, si evidenzia che la legge n. 111/2011 recante "Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria", all'art. 19, comma 4 ha previsto l'aggregazione delle scuole dell'infanzia, delle scuole primarie e delle scuole secondarie di primo grado in Istituti comprensivi, con la conseguente soppressione delle direzioni didattiche e delle scuole secondarie di primo grado. Tale articolo, dichiarato in parte costituzionalmente illegittimo, prevede al comma 5 (come modificato dall'art. 4, comma 69 della L. n. 183/2011 "Legge di stabilità 2012") che i dirigenti scolastici non possano essere assegnati alle istituzioni scolastiche autonome costituite con un numero di alunni inferiore a 600 unità, ridotto fino a 400 per le istituzioni site nelle piccole isole, nei comuni montani, nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche.

Infine, si sottolinea che, per effetto delle disposizioni normative introdotte dal decreto legge 104/2013, in vigore dal 25 settembre 2013 e in attesa di conversione in legge, l'efficacia delle disposizioni di commi 5 e 5 bis viene limitata agli anni scolastici 2012 / 2013 e 2013 / 2014, mentre per gli anni scolastici successivi trova applicazione il nuovo comma 5 – ter introdotto dal medesimo decreto legge. Il comma 5 ter prevede che i criteri per l'individuazione delle istituzioni scolastiche ed educative sede di dirigenza scolastica e di direttore dei servizi generali ed amministrativi sono definiti con accordo in sede di Conferenza unificata, fermo restando gli obiettivi finanziari di cui ai commi 5 e 5 bis e che fino al termine dell'anno scolastico nel corso del quale è adottato l'accordo di cui sopra, si applicano le regole di cui ai commi 5 e 5 bis.

I principali atti di indirizzo della Regione Campania e della Provincia di Napoli relativi al Piano di organizzazione della Rete scolastica sono i seguenti:

  • Delibera di G.R. n. 132 del 25 settembre 1998 con cui si indicano "Indirizzi di programmazione e criteri generali regionali per l'individuazione degli ambiti funzionali intesi come porzioni di territorio di sufficienti dimensioni, funzionale ad un efficace governo delle varie politiche del territorio. Si tratta in sostanza dell'unità territoriale entro la quale poter governare e programmare politiche e servizi, tra cui anche l'offerta di istruzione e formazione.
  • Delibera di G.P. n. 130 del 6 giugno 2003 che prende atto dell'avvenuta redazione del Progetto Definitivo del Piano Territoriale di Coordinamento provinciale con cui si propone la suddivisione del territorio provinciale in ambiti territoriali.
  • Delibera di G.P. n. 461 del 28 maggio 2003 "Individuazione degli Ambiti funzionali al miglioramento dell'o fferta formativa" con cui la Giunta provinciale propone di far coincidere gli Ambiti funzionali al miglioramento dell'offerta formativa di cui alla lettera c) dell'art. 138 del D.Lgs. n. 112/98 agli Ambiti territoriali previsti dal PTCP, fermo restando l'indicazione di un ambito virtuale, extraterritoriale per gli indirizzi rari, così come previsto dal D.P.R. n. 233/98.
  • Delibera di C.P. n. 154 del 31 ottobre 2003 con cui si istituiscono le Conferenze d'Ambito e la Conferenza degli Ambiti quali organismi di rappresentanza e di partecipazione per il miglioramento dell'o fferta formativa.

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