Città metropolitana di Napoli

Palazzo della Provincia “Palazzo Matteotti”

Descrizione dell'immobile.

Il cespite in questione è ubicato al centro della P.zza Giacomo Matteotti, da cui prende il nome con il quale è identificato.
La costruzione dell'edificio durata due anni ad opera degli architetti Ferdinando Chiaromonte e Marcello Canino, è da inquadrare come elemento architettonico di un più ampio ed ambizioso piano di riqualificazione urbanistica della zona ( Rione Carità ).
La sua costruzione è cronologicamente collocata, come uno degli atti di una serie di grandiose opere pubbliche iniziata con la realizzazione dell'imponente Palazzo delle Poste, progettato ad opera dell'architetto Giuseppe Vaccaro, la Casa del Mutilato ed il Palazzo Ina.
In particolare all'architetto Giuseppe Vaccaro è attribuito il merito di avere impostato l'origine funzionale e strutturale dell'attuale P.zza Matteotti, rendendo così naturale l'inserimento degli altri palazzi su essa prospicienti.
Il palazzo della Provincia viene inaugurato il 28 ottobre 1936. Inizialmente destinato ad essere l'edificio rappresentativo del nuovo Largo della Carità, occupa invece un lotto irregolare, di forma trapezoidale, e reinterpreta in forme semplificate la tradizionale ripartizione di facciata, basamento in travertino, piani degli uffici in mattoni e piano attico con cornice di coronamento nuovamente in travertino.
L'edificio manca tuttavia di quella ricerca di trasparenza, di rispondenza tra interno ed esterno ritracciata nel più moderno palazzo delle Poste. La stessa organizzazione simmetrica del fronte sulla piazza non corrisponde a un analogo schema distributivo.
Di notevole interesse la soluzione dell'androne-passante: decentrato rispetto allo stretto cortile interno, l'androne prosegue fino al fronte retrostante, proponendo un attraversamento trasversale analogo alla soluzione adottata nell'adiacente palazzo degli Uffici Finanziari, che volge l'imponente ingresso laterale verso la sede della Provincia senza però stabilire con esso relazioni compositive.
Il passaggio comunica con la piazza attraverso un alto e maestoso portale, in bronzo con bassorilievi (forse realizzato dal De Veroli), mentre il retro è segnalato dalla presenza del travertino, che interrompe fino alla cornice del piano attico i filari di mattoni.
L'immobile è censito al N.C.E.U del Comune di Napoli al foglio SGU/2 part. 35, zona cens. 12B cat B/4 con una rendita catastale di 159.120,39 ed una consistenza di m³ 39.000.

Riferimenti Bibliografici: Archivio delle Direzioni Tecnica e Amministrativa del Patrimonio della Provincia di Napoli, Testo Il Rione Carità di Paola Cislaghi Ed. Electa Napoli.

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