Città metropolitana di Napoli

Osservatorio antiviolenza

 

 La viole logo antiviolenzanza alle donne costituisce un grave problema sociale che richiede di essere fronteggiato da un impegno congiunto, tanto sul piano politico quanto su quello operativo, dalle istituzioni pubbliche, valorizzando le competenze precipue ed integrandole in un'ottica di collaborazione.
Per combattere la violenza di genere bisogna uscire dalla definizione generica della violenza sulle donne. Bisogna dare una risposta modulata sulla base delle diverse articolazioni del tema del fenomeno individuando quattro diverse tipologie: violenza domestica, violenza nei luoghi di lavoro, riduzione in schiavitù e mutilazioni genitali.
E' necessaria un'innovazione politica e culturale perché la classica visione rende difficile affrontare concretamente un argomento come la violenza diffusa in forma pervasiva in ogni piega della società, tra le mura domestiche e nel mondo del lavoro.
Occorre aprire una fase di confronto tra le istituzioni che a vario titolo intervengono in favore delle donne sfruttate, creare sinergie mettendo il lavoro al centro delle politiche coordinate, facendo di esso il primo fondamentale strumento di emancipazione dallo sfruttamento.
E' fondamentale un'azione di coordinamento delle diverse componenti che agiscono nelle attività di contrasto del fenomeno al fine di creare sinergie adeguate a garantire l'applicazione delle disposizioni di legge e contrattuali relative al lavoro e alla protezione delle lavoratrici sul posto di lavoro (orario, paga, salute, sicurezza).
La complessità del fenomeno necessita della competenza di diversi soggetti:

o La partecipazione delle Istituzioni politiche è necessaria per far decollare le politiche di pari opportunità e di cittadinanza delle donne; promuovere una migliore cultura della progettazione, offrire all'ente locale la possibilità di funzionare da volano per progetti e azioni di tipo innovativo provenienti dal territorio;

o Le consigliere ed i consiglieri di parità, effettivi e supplenti, svolgono funzioni di promozione e di controllo dell'attuazione dei principi di uguaglianza di opportunità e di non discriminazione tra donne e uomini nel lavoro. Nell'esercizio delle funzioni loro attribuite, le consigliere ed i consiglieri di parità sono pubblici ufficiali ed hanno l'obbligo di segnalazione all'autorità giudiziaria dei reati di cui vengono a conoscenza per ragione del loro ufficio;

o La funzione del Sindacato si esplica anche attraverso la tutela e la difesa di una condizione lavorativa che non deve essere segnata da episodi che possono intaccare la dignità lavorativa della persona. La successiva evoluzione legislativa, soprattutto con l'entrata in vigore del D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626, è stata univoca nell'ampliare il concetto di salute dei lavoratori, sì da comprendervi non solo l'integrità fisica ma anche quella psichica (emblematica in proposito la previsione dell'art. 17, comma 1, lett. a L. cit., che parla espressamente di "tutela della salute e dell'integrità psicofisica dei lavoratori"). Del resto, tale evoluzione è in linea con il principio generale fissato dall'art. 2087 c.c. che, in tema di tutela delle condizioni di lavoro, fa espresso riferimento all'obbligo del datore di lavoro di tutelare non solo l'integrità fisica ma anche la personalità morale dei prestatori di lavoro.
Questi sono alla base del protocollo d'intesa firmato in data 9 novembre 2010.