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Agenzia N:22/2018 del: 17/04/2018 ore: 11:28:00

Titolo:Città Metropolitana: IL SINDACO ANNUNCIA L’AVVIO DEL WHISTLEBLOWING
Autore:
DOMENICO PENNONE
“In attuazione della nuova disciplina anticorruzione e così come previsto dal piano anticorruzione e trasparenza 2018-2020 che recentemente abbiamo approvato, la Città Metropolitana di Napoli sarà tra le prime in Italia a mettere in opera un programma informatico, facilmente accessibile, che consentirà a ciascun dipendente che ravvisi anomalie all’interno dell’Amministrazione di segnalare le condotte illecite rilevate, con garanzia di assoluta riservatezza”. Lo ha reso noto stamane il Sindaco Metropolitano Luigi de Magistris.
Il software introduce l’uso nell’Ente di piazza Matteotti dello strumento del whistleblowing mediante il quale viene offerta una tutela legale ai dipendenti che segnalano illeciti sul luogo di lavoro. L’istituto, importato dalla tradizione anglosassone, è stato suggerito da Transparency International Italia, durante la sua audizione in Commissione Antimafia, come fondamentale mezzo di contrasto della corruzione. Il termine deriva dall'inglese "blow the whistle" e si riferisce all'azione dell'arbitro di soffiare nel fischietto per segnalare un fallo o un'infrazione.
Se da un lato la figura del “whistleblower” si rivela particolarmente utile nel contrasto del fenomeno corruttivo, considerato che i soggetti che operano all’interno di un apparato hanno maggiori opportunità di venire a conoscenza di condotte illecite, dall’altro una tutela inadeguata lo esporrebbe ad eventuali ritorsioni da parte del datore di lavoro e degli altri dipendenti, con l’effetto di scoraggiarne le  iniziative. Un’idonea tutela dell’autore della segnalazione, nell’interesse della collettività, contribuisce a mettere maggiormente in luce fenomeni di “maladministration”. Vanno in tale direzione le modifiche alla disciplina di tale strumento, introdotto nel nostro ordinamento dalla legge 190/2012, c.d. legge anticorruzione, apportate dalla recente legge  n. 179/2017, avente ad oggetto “Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell'ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato”.
“La norma sul Whisteblowing, vale a dire la segnalazione di attività illecite nell'amministrazione pubblica da parte del dipendente che ne sia venuto a conoscenza per ragioni di lavoro, avvicina l'Italia all'Europa”, ha dichiarato il Segretario Generale dell’Ente di Piazza Matteotti, Antonio Meola. “Il dipendente pubblico – ha concluso il Segretario - che segnala illeciti al Responsabile anticorruzione dell'Ente, all'Anac o ai magistrati ordinari e contabili, non potrà essere sanzionato, demansionato, licenziato, trasferito o sottoposto ad altre misure ritorsive. Gli atti discriminatori o ritorsivi sono nulli. È vietato rivelare l'identità del Whisteblower e il segreto sul nome può protrarsi fino alla chiusura delle indagini preliminari, nel processo penale, e della fase istruttoria, nel procedimento innanzi alla Corte dei Conti”. 
Alla Città Metropolitana di Napoli le segnalazioni potranno essere fatte solo al Segretario Generale, responsabile anticorruzione, con strumenti protetti da crittografia e leggibili unicamente dal medesimo Rpct.